Quando si parla di responsabilità contrattuale
Si ha responsabilità contrattuale quando una parte non esegue, o esegue in modo inesatto o in ritardo, la prestazione dovuta in forza di un contratto o di un'altra obbligazione. In questi casi la legge consente, a seconda delle circostanze, di chiedere l'adempimento, la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno (artt. 1218 e 1453 c.c.). La scelta tra queste strade dipende da ciò che la parte ha interesse a ottenere: la prestazione, lo scioglimento dal vincolo, il ristoro economico, oppure una combinazione.
L'onere della prova
Nelle controversie contrattuali la ripartizione dell'onere della prova incide spesso sull'esito. Secondo l'orientamento consolidato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione (sentenza n. 13533/2001), chi agisce per l'adempimento, la risoluzione o il risarcimento deve provare la fonte del proprio diritto, cioè il contratto, e può limitarsi ad allegare l'inadempimento. Spetta invece al debitore provare di avere adempiuto o l'esistenza di un fatto che lo esoneri. Il danno, il suo ammontare e il nesso con l'inadempimento restano a carico di chi chiede il risarcimento: per questo la raccolta ordinata dei documenti, fin dall'inizio, è decisiva.
Le fasi dell'assistenza
- Analisi del caso: esame del contratto, della corrispondenza e dei documenti, individuazione dei profili di inadempimento e valutazione delle possibilità e dei costi.
- Fase stragiudiziale: diffida e messa in mora, trattativa, eventuale transazione. La messa in mora ha rilievo anche per interrompere la prescrizione.
- Tentativi di conciliazione: in alcune materie, tra cui i contratti assicurativi, bancari e finanziari, il tentativo di mediazione è condizione di procedibilità della domanda (D.Lgs. 28/2010); lo studio verifica caso per caso se è richiesto.
- Il giudizio: introduzione della causa con atto di citazione o con ricorso, secondo il rito applicabile, istruttoria con produzioni documentali, prove orali ed eventuale consulenza tecnica, fino alla sentenza.
- Impugnazioni: valutazione dell'opportunità di proporre appello o, per chi lo subisce, di resistere.
Il risarcimento comprende, di regola, il danno emergente e il lucro cessante (art. 1223 c.c.). Nei contratti possono inoltre essere previsti strumenti come la clausola penale o la caparra, che incidono sulla quantificazione e sulla prova del danno: per questo la loro redazione merita attenzione fin dall'inizio.
Per chi è chiamato a rispondere
Lo studio assiste anche chi riceve una diffida o una citazione e vuole valutare la fondatezza della pretesa, individuare le difese possibili e stimare tempi e rischi, anche in vista di una definizione transattiva.
Domande frequenti
Cosa devo dimostrare per ottenere un risarcimento?
Occorre dimostrare il contratto o l'obbligazione da cui nasce il diritto, il danno subito e il collegamento tra danno e inadempimento. L'inadempimento deve essere allegato; spetta alla controparte provare di aver adempiuto o di non essere responsabile.
Quanto tempo ho per agire?
La prescrizione ordinaria dei diritti derivanti da contratto è di dieci anni, ma per alcune categorie di crediti i termini sono più brevi. Il termine può essere interrotto con atti idonei. Va verificato sul caso concreto, meglio se per tempo.
È sempre necessario tentare la mediazione prima della causa?
No, solo per le materie in cui la legge la prevede come condizione di procedibilità. Lo studio verifica se si applica al caso e, anche quando non è obbligatoria, valuta se può essere utile.
Quanto dura un giudizio?
Dipende dall'ufficio giudiziario, dal rito applicabile e dalla complessità dell'istruttoria. Lo studio indica al cliente una stima ragionevole dopo aver esaminato il caso, senza garantire tempi o risultati.
Come viene determinato il compenso?
Il compenso è pattuito con il cliente e, su richiesta, la prevedibile misura del costo è indicata per iscritto (art. 13 della legge n. 247/2012).
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Il ricevimento è solo su appuntamento, dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 19:00. Per descrivere brevemente la questione si può scrivere a info@avvocatoriccardofedele.it o telefonare al 02 3659 7934.
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